Axure RP Pro versione 4.6

Leggendo il primo post introduttivo alla versione 4.6 sembra che Axure abbia deciso di tenere conto della ricerca di una elevata fedeltà dei prototipi nell’uso dello strumento e stia correttamente implementando sempre nuove features in grado di simulare interazioni reali.

Ho scaricato la beta della versione 4.6 e sono molto ansioso di provarla.

Feedback di errore: la soluzione di Adobe

Adobe realizza sul suo sito una soluzione molto semplice di gestione dei feedback di errore ma estremamente efficace, fondata sostanzialmente su delle ancore nella pagina e sulla continuità cromatica del contesto di errore.

1. In cima alla pagina viene presentata un’area gialla contenente un elenco degli errori. Ogni voce dell’elenco conduce ad una ancora nella pagina in prossimità del campo in cui si è verificato l’errore.

Avviso errore

2. Il campo in cui si è verificato l’errore è connotato cromaticamente come l’avviso in cima alla pagina. Sotto il campo compare una icona che funziona da torna su che riporta all’elenco degli errori.

Campo con errore di compilazione

La soluzione è molto vantaggiosa per l’utente sopratutto in pagine molto lunghe e con form molto complesse consente all’utente di individuare immediatamente l’errore. Il contesto cromatico aiuta a mantenere coerenza nel contesto dei compiti di soluzione degli errori.

La soluzione sarebbe da completare con un feedback in line in grado di riumovere gli errori dalla lista man mano che questi vengono recuperati.


Base dati, usabiità e adattività

Capita molto spesso nei progetti che partono da apllicativi web già esistenti di proporre delle soluzioni di interfaccia o di architettura informativa che vengono rifiutate. uno dei motivi è l’impossibilità di aggregare i dati nella maniera proposta in quanto l’operazione risulterebbe costosa a livello di operazioni sul db.

Mi è capitato in questi giorni di riflettere su quanto un componente fondamentale nell’architettua web, il db, sia determinante sia sulle soluzioni singole che sulle strutture e architetture informative. Mi è ritornata alla mente una frase del mio prof di informatica che soleva sempre dire: “il design del db è la vostra visione del mondo in cui si trova l’applicativo. Quando definite il db voi definite gli oggetti e i modi in cui questi entrano in relazione, cristallizzate il mondo dell’applicativo in un strutture dati.”

Quello che mi frullava nella testa è che il design della base dati di un applicativo non solo congela il mondo dell’applicativo ma anche quello dell’utente, nel senso che restringe le possibilità di dialogo tra l’utente e gli oggetti che l’applicativo espone.

E se le condizioni d’uso cambiano?

Possiamo ammetere processi di design del db adattivi cioè in grado di supportare le evoluzioni d’uso di un applicativo e condizioni di usabilità mutevoli?

Powered by WordPress with GimpStyle Theme design by Horacio Bella.
Entries and comments feeds. Valid XHTML and CSS.