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	<title>Commenti per Cyanto</title>
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	<description>&#34;Il futuro della fantascienza? Ci viviamo dentro.&#34; W. Gibson</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Mar 2010 16:00:13 +0100</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Alcune riflessioni sulla privacy nei social network di Cyanto</title>
		<link>http://www.cyanto.net/2010/alcune-riflessioni-sulla-privacy-nei-social-network/comment-page-1/#comment-36</link>
		<dc:creator>Cyanto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:00:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cyanto.net/?p=78#comment-36</guid>
		<description>Ciao Alezzandro, 

provo a seguirti pur non avendo ancora avuto tempo questa settimana di riflettere sulla questione:

1. Davvero molto utile il post di De Biase. 
Un punto di vista molto interessante il tuo che mi ricorda le strategie post-vendita effettuata dalle case automobilistiche giapponesi negli anni &#039;90.

In sostanza si tratta di ridurre il rischio percepito dal consumatore nell&#039;effettuare l&#039;acquisto. L&#039;intuizione dei giapponesi fu che la riduzione del rischio percepito è una attività da effettuare sia nel pre che nel post vendita.

Nel nostro caso Facebook riduce il rischio percepito alla pubblicazione di informazioni personali fornendo un sistema di privacy maggiormente selettivo.

2. L&#039;area B è effettivamente problematica ed è quella meno &quot;codificata&quot; nel senso che non ho visto dei SN. Sicuramente questo è il punto debole dello schema, cioè un&#039;area di difficile applicazione. Se pensiamo al post di De Biase e alle tue considerazioni al punto 1, azzardo dicendo che l&#039;area B è l&#039;incrocio e la correlazione di tutte le informazioni che facebook ha su di me e che gli consentono di effettuare un minimo di previsione/studio sui miei atteggiamenti e sulle mie predisposizioni culturali.

3. Ai tre livelli che tu suggerisci avevo vagamente pensato ed è un altro punto che evidenzia la debolezza del modello. Nel senso che nel concetto di &quot;alterità&quot; (gli altri) vi sono diversi gradi e diversi tipi di rapporti che implicano la conoscenza di informazioni differenti... anche all&#039;interno degli amici di Facebook esistono dei gradi di conoscenza. Teoricamente l&#039;insieme degli &quot;altri&quot; potrebbe arrivare ad una granularità così fine da risursi al singolo elemento. 

In questo caso se il termine diventa l&#039;altro lo schema potrebbe ritornare valido.

Pensandoci bene più che un terzo livello manca un elemento che qualifichi la relazione tra il singolo e gli altri.

Ti ringrazio per gli ottimi spunti/commenti.

Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Alezzandro, </p>
<p>provo a seguirti pur non avendo ancora avuto tempo questa settimana di riflettere sulla questione:</p>
<p>1. Davvero molto utile il post di De Biase.<br />
Un punto di vista molto interessante il tuo che mi ricorda le strategie post-vendita effettuata dalle case automobilistiche giapponesi negli anni &#8216;90.</p>
<p>In sostanza si tratta di ridurre il rischio percepito dal consumatore nell&#8217;effettuare l&#8217;acquisto. L&#8217;intuizione dei giapponesi fu che la riduzione del rischio percepito è una attività da effettuare sia nel pre che nel post vendita.</p>
<p>Nel nostro caso Facebook riduce il rischio percepito alla pubblicazione di informazioni personali fornendo un sistema di privacy maggiormente selettivo.</p>
<p>2. L&#8217;area B è effettivamente problematica ed è quella meno &#8220;codificata&#8221; nel senso che non ho visto dei SN. Sicuramente questo è il punto debole dello schema, cioè un&#8217;area di difficile applicazione. Se pensiamo al post di De Biase e alle tue considerazioni al punto 1, azzardo dicendo che l&#8217;area B è l&#8217;incrocio e la correlazione di tutte le informazioni che facebook ha su di me e che gli consentono di effettuare un minimo di previsione/studio sui miei atteggiamenti e sulle mie predisposizioni culturali.</p>
<p>3. Ai tre livelli che tu suggerisci avevo vagamente pensato ed è un altro punto che evidenzia la debolezza del modello. Nel senso che nel concetto di &#8220;alterità&#8221; (gli altri) vi sono diversi gradi e diversi tipi di rapporti che implicano la conoscenza di informazioni differenti&#8230; anche all&#8217;interno degli amici di Facebook esistono dei gradi di conoscenza. Teoricamente l&#8217;insieme degli &#8220;altri&#8221; potrebbe arrivare ad una granularità così fine da risursi al singolo elemento. </p>
<p>In questo caso se il termine diventa l&#8217;altro lo schema potrebbe ritornare valido.</p>
<p>Pensandoci bene più che un terzo livello manca un elemento che qualifichi la relazione tra il singolo e gli altri.</p>
<p>Ti ringrazio per gli ottimi spunti/commenti.</p>
<p>Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Alcune riflessioni sulla privacy nei social network di Alezzandro</title>
		<link>http://www.cyanto.net/2010/alcune-riflessioni-sulla-privacy-nei-social-network/comment-page-1/#comment-29</link>
		<dc:creator>Alezzandro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 14:25:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cyanto.net/?p=78#comment-29</guid>
		<description>3 commenti veloci, che magari scaturiscono da pensieri senza senso. ma mi riprometto di ri-pensarci e, in caso, di aggiungerne altri, perché il post è molto interessante:

1. Profilazione utente.
I SN, Facebook in testa, mirano a profilare l&#039;utente. Se solo C è visibile, la profilazione è limitata ed è anche a rischio di alterazione. Da questo punto di vista, mi aspetto che un SN punti alle zone C e B.

Come fa, Facebook, ad allargarsi a C e B?
Cambiando la percezione dell&#039;utente. Quello che certa gente scrive su Facebook, oggi, 5 anni lo avrebbe detto, sì e no, agli amici. A questo riguardo, dai un&#039;occhiata a un commento di De Biase (se non lo avevi già letto):
http://blog.debiase.com/2009/12/facebook-privacy-update.html

2. A proposito dell&#039;area B.
Quali strumenti abbiamo per gestirla/arginarla se, a un certo punto, viene fuori?

Esempio estremamante innocuo: io sono permaloso, ma non me ne rendo conto. Parte una discussione fra i miei amici, mi prendono in giro, e io  mi arrabbio (in fondo, sono permaloso).

Cosa faccio? Se accetto la verità, un elemento di A è stato violato, se non l&#039;accetto cmq è fuori dal mio controllo.

3. In che categoria mettiamo la foto &quot;di quand&#039;eravamo ubriachi&quot;? 
A parole, molti SN sono organizzati su 3 livelli, non su 2:
- Info sconosciute agli altri
- Info note agli &quot;amici&quot;
- Info note agli altri

Personalmente, penso che il tuo modello sia più corretto, cioè è questo che dobbiamo tenere a mente quando pubblichiamo qualcosa su qualsiasi SN (ps: incluso il web, che e&#039; il più grande SN che esista):
http://esperimentotre.wordpress.com/2009/02/17/facebook-e-un-forum-pubblico/

Secondo me, però, i SN giocano proprio su questa ambiguità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>3 commenti veloci, che magari scaturiscono da pensieri senza senso. ma mi riprometto di ri-pensarci e, in caso, di aggiungerne altri, perché il post è molto interessante:</p>
<p>1. Profilazione utente.<br />
I SN, Facebook in testa, mirano a profilare l&#8217;utente. Se solo C è visibile, la profilazione è limitata ed è anche a rischio di alterazione. Da questo punto di vista, mi aspetto che un SN punti alle zone C e B.</p>
<p>Come fa, Facebook, ad allargarsi a C e B?<br />
Cambiando la percezione dell&#8217;utente. Quello che certa gente scrive su Facebook, oggi, 5 anni lo avrebbe detto, sì e no, agli amici. A questo riguardo, dai un&#8217;occhiata a un commento di De Biase (se non lo avevi già letto):<br />
<a href="http://blog.debiase.com/2009/12/facebook-privacy-update.html" rel="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/blog.debiase.com/2009/12/facebook-privacy-update.html?referer=');">http://blog.debiase.com/2009/12/facebook-privacy-update.html</a></p>
<p>2. A proposito dell&#8217;area B.<br />
Quali strumenti abbiamo per gestirla/arginarla se, a un certo punto, viene fuori?</p>
<p>Esempio estremamante innocuo: io sono permaloso, ma non me ne rendo conto. Parte una discussione fra i miei amici, mi prendono in giro, e io  mi arrabbio (in fondo, sono permaloso).</p>
<p>Cosa faccio? Se accetto la verità, un elemento di A è stato violato, se non l&#8217;accetto cmq è fuori dal mio controllo.</p>
<p>3. In che categoria mettiamo la foto &#8220;di quand&#8217;eravamo ubriachi&#8221;?<br />
A parole, molti SN sono organizzati su 3 livelli, non su 2:<br />
- Info sconosciute agli altri<br />
- Info note agli &#8220;amici&#8221;<br />
- Info note agli altri</p>
<p>Personalmente, penso che il tuo modello sia più corretto, cioè è questo che dobbiamo tenere a mente quando pubblichiamo qualcosa su qualsiasi SN (ps: incluso il web, che e&#8217; il più grande SN che esista):<br />
<a href="http://esperimentotre.wordpress.com/2009/02/17/facebook-e-un-forum-pubblico/" rel="nofollow" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/esperimentotre.wordpress.com/2009/02/17/facebook-e-un-forum-pubblico/?referer=');">http://esperimentotre.wordpress.com/2009/02/17/facebook-e-un-forum-pubblico/</a></p>
<p>Secondo me, però, i SN giocano proprio su questa ambiguità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Innovazione e Conservazione: il patrimonio delle abitudini e dei modelli degli utenti di Cyanto</title>
		<link>http://www.cyanto.net/2010/innovazione-e-conservazione-il-patrimonio-delle-abitudini-e-dei-modelli-degli-utenti/comment-page-1/#comment-24</link>
		<dc:creator>Cyanto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 17:17:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cyanto.net/?p=67#comment-24</guid>
		<description>Il tuo commento è perfetto per un post. Un&#039;analisi, la tua, che condivido pienamente.

Non sapevo della dichiarazione, per nulla interessata, di Zuckenberg.

mi viene ironicamente da dire... più profilo per tutti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo commento è perfetto per un post. Un&#8217;analisi, la tua, che condivido pienamente.</p>
<p>Non sapevo della dichiarazione, per nulla interessata, di Zuckenberg.</p>
<p>mi viene ironicamente da dire&#8230; più profilo per tutti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Innovazione e Conservazione: il patrimonio delle abitudini e dei modelli degli utenti di Giorgio</title>
		<link>http://www.cyanto.net/2010/innovazione-e-conservazione-il-patrimonio-delle-abitudini-e-dei-modelli-degli-utenti/comment-page-1/#comment-23</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 08:52:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cyanto.net/?p=67#comment-23</guid>
		<description>Oilà!
A me ricorda più Frienfeed che Twitter. 

Sono d&#039;accordo con te, Google ha sfruttato la convenzionalità della cultura digitale della massa. Il problema è che la convenzionalità in questo caso è anche l&#039;assenza di senso critico e l&#039;accettazione di qualunque tentativo di abbattere la barriera (già pur sottile) di riservatezza e controllo sui nostri dati.

In ogni caso ho disattivato subito Buzz, perché non l&#039;avevo chiesto e mi è stato imposto e &quot;fraudolentamente&quot; veicolato attaraverso un servizio già utilizzato con altre finalità ed altre impostazioni di privacy (gmail, greader, ecc)

Questa mossa truffaldina di google (profilo pubblico obbligatorio?? nemmeno facebook...) ha scatenato una discussione con alcuni colleghi sull&#039;opportunità di continuare ad utilizzare servizi &quot;free&quot; in cambio dei nostri dati personali, privacy e libertà di scelta. 

Alternative ad un serivio di webmail, calendario, gestione documenti ecc di pari livello? Forse poche. Mobile me, oppure un bel servizio hosting con su una piattaforma da gestire in proprio (c&#039;è qualcuno che ha consigli in merito)?

Zuckenberg poco tempo fa ha dichiarato che la privacy è roba vecchia, meditate.... il mercato è cambiato e noi siamo la merce</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oilà!<br />
A me ricorda più Frienfeed che Twitter. </p>
<p>Sono d&#8217;accordo con te, Google ha sfruttato la convenzionalità della cultura digitale della massa. Il problema è che la convenzionalità in questo caso è anche l&#8217;assenza di senso critico e l&#8217;accettazione di qualunque tentativo di abbattere la barriera (già pur sottile) di riservatezza e controllo sui nostri dati.</p>
<p>In ogni caso ho disattivato subito Buzz, perché non l&#8217;avevo chiesto e mi è stato imposto e &#8220;fraudolentamente&#8221; veicolato attaraverso un servizio già utilizzato con altre finalità ed altre impostazioni di privacy (gmail, greader, ecc)</p>
<p>Questa mossa truffaldina di google (profilo pubblico obbligatorio?? nemmeno facebook&#8230;) ha scatenato una discussione con alcuni colleghi sull&#8217;opportunità di continuare ad utilizzare servizi &#8220;free&#8221; in cambio dei nostri dati personali, privacy e libertà di scelta. </p>
<p>Alternative ad un serivio di webmail, calendario, gestione documenti ecc di pari livello? Forse poche. Mobile me, oppure un bel servizio hosting con su una piattaforma da gestire in proprio (c&#8217;è qualcuno che ha consigli in merito)?</p>
<p>Zuckenberg poco tempo fa ha dichiarato che la privacy è roba vecchia, meditate&#8230;. il mercato è cambiato e noi siamo la merce</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su GTD software di admin</title>
		<link>http://www.cyanto.net/2009/gtd-software/comment-page-1/#comment-14</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 12:32:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cyanto.net/?p=22#comment-14</guid>
		<description>Io ho optato per Midnight Inbox. L&#039;ho scelto perchè si integra fortemente con Mail e iCal su Mac. In questo modo posso organizzare i materiali e il programma mi fa la collect in automatico senza che io debba prendere tempo anche per inserire i materiali di riferimento di ogni progetto.

Comunque la tabella che ho segnalato l&#039;ho trovata davvero utile, se non altro dopo varie peregrinazioni ed esperimenti mal riusciti finalmente ho una soluzione adeguata alle mie esigenze.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho optato per Midnight Inbox. L&#8217;ho scelto perchè si integra fortemente con Mail e iCal su Mac. In questo modo posso organizzare i materiali e il programma mi fa la collect in automatico senza che io debba prendere tempo anche per inserire i materiali di riferimento di ogni progetto.</p>
<p>Comunque la tabella che ho segnalato l&#8217;ho trovata davvero utile, se non altro dopo varie peregrinazioni ed esperimenti mal riusciti finalmente ho una soluzione adeguata alle mie esigenze.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su GTD software di Alezzandro</title>
		<link>http://www.cyanto.net/2009/gtd-software/comment-page-1/#comment-13</link>
		<dc:creator>Alezzandro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 11:40:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cyanto.net/?p=22#comment-13</guid>
		<description>Ne ho provati diversi fra quelli elencati: secondo me i migliori sono iGTD e Things (ora uso Things &quot;e sono felice&quot;), intuitivi e semplici da usare, ma sufficientemente potenti da coprire tutte le necessità.

Quelli web-based non li ho nemmeno presi in considerazione: cosa succede se non c&#039;è connessione? E poi voglio il pieno controllo dei miei to-do (cioè, niente hosting su server remoti).

Con quelli wiki-based non ci si capisce niente, troppo complicati, e li ho cancellati dopo 10 minuti.

ale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ne ho provati diversi fra quelli elencati: secondo me i migliori sono iGTD e Things (ora uso Things &#8220;e sono felice&#8221;), intuitivi e semplici da usare, ma sufficientemente potenti da coprire tutte le necessità.</p>
<p>Quelli web-based non li ho nemmeno presi in considerazione: cosa succede se non c&#8217;è connessione? E poi voglio il pieno controllo dei miei to-do (cioè, niente hosting su server remoti).</p>
<p>Con quelli wiki-based non ci si capisce niente, troppo complicati, e li ho cancellati dopo 10 minuti.</p>
<p>ale</p>
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