Base dati, usabiità e adattività

Capita molto spesso nei progetti che partono da apllicativi web già esistenti di proporre delle soluzioni di interfaccia o di architettura informativa che vengono rifiutate. uno dei motivi è l’impossibilità di aggregare i dati nella maniera proposta in quanto l’operazione risulterebbe costosa a livello di operazioni sul db.

Mi è capitato in questi giorni di riflettere su quanto un componente fondamentale nell’architettua web, il db, sia determinante sia sulle soluzioni singole che sulle strutture e architetture informative. Mi è ritornata alla mente una frase del mio prof di informatica che soleva sempre dire: “il design del db è la vostra visione del mondo in cui si trova l’applicativo. Quando definite il db voi definite gli oggetti e i modi in cui questi entrano in relazione, cristallizzate il mondo dell’applicativo in un strutture dati.”

Quello che mi frullava nella testa è che il design della base dati di un applicativo non solo congela il mondo dell’applicativo ma anche quello dell’utente, nel senso che restringe le possibilità di dialogo tra l’utente e gli oggetti che l’applicativo espone.

E se le condizioni d’uso cambiano?

Possiamo ammetere processi di design del db adattivi cioè in grado di supportare le evoluzioni d’uso di un applicativo e condizioni di usabilità mutevoli?

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